Zayn Malik lascia i One Direction: teenager si suicida

Dopo l’addio di Zayn Malik ai One Direction, tra le fan si è scatenato il panico. Non solo messaggi, appelli e lacrime ma qualcosa di ben più macabro e plateale si è fatto largo questa volta: alcune “directioner” si sono addirittura autolesionate lanciando su twitter l’hashtag #cut4zayn, un invito a tagliarsi i polsi per manifestare il proprio malessere e la propria sofferenza interiore. L’esibizionismo tipico della società digitale incontra il disagio e il fanatismo adolescenziale, con risultati a dir poco sconvolgenti: centinaia di immagini di polsi sanguinanti hanno invaso il web, così come minacce di suicidio e, addirittura, corde per impiccarsi.

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Si teme che questo tipo di reazione possa arrivare a dei gesti estremi, come il suicidio. Cosa che sembrerebbe essere già avvenuta sabato scorso a Mandaluyong, nelle Filippine.

Secondo quanto riportato da alcuni siti asiatici, sabato 28 marzo è stata trovata morta suicida una ragazzina di 13 anni, che pare si sia tolta la vita dopo l’addio di Zayn Malik. I genitori hanno dichiarato che la figlia era una grande fan dei One Direction, ma soprattutto di Zayn Malik e che non smetteva di piangere dopo l’annuncio del suo abbandono. Era distrutta, tanto che la madre era arrivata a dirle che avrebbero passato qualche giorno a Tagaytay al mare. Sabato i genitori della ragazzina al ritorno in casa avrebbero trovato la figlia morta sul letto, la polizia ha dichiarato che la morte è avvenuta per avvelenamento, la ragazza ha ingerito qualcosa di tossico, solo dopo essersi scritta sul polso “Io amo Zayn”. Adesso i genitori della vittima avvisano che questo potrebbe essere solo il primo caso, e mettono in guardia gli altri genitori di ragazzine che hanno preso male la fuoriuscita di Zayn dai One Direction.

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In questa storia, comunque, vanno fatte delle precisazioni: #Cut4Zayn non è una richiesta d’aiuto, chi ha problemi solitamente si chiude in sé stesso e non sbandiera al mondo il proprio dolore, ma è un modo per spettacolarizzare e iniziare una sorta di sfida a chi si fa più male e catalizza così più attenzioni. Ma per quanto riguarda le altre, quelle che, a detta dei genitori, piangono per giorni senza metter la testa fuori dalla camera? Ci si interroga sul ruolo delle famiglie, degli insegnanti, degli adulti: quante responsabilità hanno in questa storia? Molti, forse troppi, hanno ironizzato sulla situazione mettendosi su un piedistallo e puntando il dito come se non si fosse mai stati adolescenti, e questa è la prospettiva più sbagliata per analizzare il fenomeno. Perché a 13 anni, con gli ormoni in subbuglio, una personalità non ancora ben definita e una realtà circostante che va definendosi in modo non sempre piacevole, cadere nel “tunnel” di una boy band non è poi così strano. Qualcuno perde completamente il contatto con la propria vita e catapultato in un mondo parallelo, non può che accogliere notizie come l’abbandono di Zayn Malik come il peggiore dei mali. Se la scuola e le famiglie hanno qualche responsabilità, forse è proprio quella di essere così concentrati sul proprio ruolo attuale, da aver dimenticato di essere stati, un tempo, dall’altra parte della barricata.

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