Videogames, Fortnite: ecco perché è pericoloso

Con 200 milioni di utenti nel mondo, Fortnite è un videogame che in breve tempo è diventato un fenomeno con pochi precedenti, capace di tenere incollati agli schermi per ore schiere di ragazzini in età scolare. 

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Si tratta di uno sparatutto prodotto da Epic Games, in cui si devono eliminare gli avversari con le varie armi che si hanno a disposizione.
È fondamentale, in primis, specificare che il gioco è vietato ai minori di 12 anni anche se nella realtà gli utenti più assidui non hanno neanche terminato le scuole elementari.
Il videogioco pur essendo molto meno violento della media del genere, nasconde delle insidie per i più piccoli, delle tecniche occulte che esperti hanno elaborato appositamente per catturare l’attenzione dei giocatori.

Uno studio legale canadese, che ha avviato un’azione legale contro Epic Games, ha rivelato che:

“Epic Games, quando ha creato Fortnite, per anni e anni, ha assunto psicologi in modo da scavare nel cervello umano. Si sono concentrati sulla creazione di un gioco che fosse quanto più possibile in grado di creare dipendenza, indirizzandolo verso un pubblico giovane” [avv. Alessandra Esposito Chartrand, fonte]

Ecco tutto ciò che i genitori devono sapere riguardo Fortnite:

  1. È un gioco inizialmente free-to-play ovvero gratuito e questo lo rende particolarmente appetibile.
    Sottolineo “inizialmente” perché se si vuole andare avanti nel gioco e personalizzare il personaggio, è necessario acquistare i V-Buck attraverso carta di credito/addebito.
  2. È giocabile su ogni genere di dispositivo quali smartphone, pc, tablet, notebook… e ciò può favorire una dipendenza digitale
    Negli Stati Uniti gli studiosi hanno paragonato l’effetto di questo videogame a quello dell’eroina con il rischio di causare danni allo sviluppo cerebrale del giocatore [fonte].
  3. Ogni sessione di gioco dura normalmente meno di 20-25 minuti per cui il meccanismo azione-ricompensa si attiva piuttosto velocemente creando il temuto fenomeno di dipendenza dalla dopamina, che il corpo umano rilascia in seguito al raggiungimento di un obiettivo.
    In sostanza, si tratta dello stesso neurotrasmettitore che crea dipendenza quando consumiamo cibi buoni, alte dosi di zucchero o altre sostanze meno legali.
  4. È stato definito “slot machine da tasca” perché utilizza tecniche predatorie che si basano sugli stessi impulsi di base dei giochi di azzardo
    Secondo gli esperti Fortnite «causa delle voglie da esaudire senza le quali i ragazzini non possono vivere, e ne diventano ossessionati» [fonte]
  5. È un gioco amato molto dai truffatori e le loro vittime preferite sono principalmente i bambini. Si tratta, in sostanza, di furto di dati bancari.
    Gli scammers, ovvero coloro che organizzano ed eseguono truffe online, sono sempre molto attenti all’evoluzione sociale e culturale, seguendo le mode del momento e andando sempre a colpire nuovi soggetti pronti a spendere soldi per la propria passione. Il successo dilagante di Fortnite ha evidentemente attirato e attivato questi soggetti, che si rendono ogni giorno protagonisti di truffe che coinvolgono giovani giocatori di Fortnite, attirati dalla possibilità di poter acquistare oggetti in game a prezzi bassissimi.
  6. Il gioco è anche un luogo di adescamento per pedofili. È stato dimostrato che Fortnite presenta un elevato rischio, per i giocatori più giovani, di essere circuiti da malintenzionati, come i casi avvenuti in Toscana.
    Il videogioco infatti ha tra le varie funzionalità chat, audio e video che permettono ai giocatori di comunicare durante le sessioni di gioco e sono funzioni che non possono essere in alcun modo disattivate né tracciate.
  7. Il gioco alimenta comportamenti antisociali come il cyber-bullismo (si tende a isolare e schernire alcuni giocatori).
    L’obiettivo basilare di Fortnite è uccidere quanti più nemici possibile. Il gioco si basa sulla dialettica dell’aggressione e della difesa, e la cooperazione è sempre finalizzata alla distruzione di altri “soggetti”. È proprio questa la parola utilizzata da alcuni giocatori/bulli per descrivere altri utenti: il ragazzo viene privato della sua umanità e individualità e ridotto a un soggetto, il che facilita l’aggressione e l’abuso, in quanto deresponsabilizza l’aggressore [fonte].

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Se arrivati a questo punto ti chiedi se dovresti proibire ai tuoi figli di giocare a Fortnite, ti consiglio di pensare a questo gioco come a uno dei tanti fenomeni digitali di questa nuova era il cui uso va limitato secondo la situazione o vietato se il bambino ha un’età inferiore ai dodici anni.
Più categorico invece il parere dello psicologo americano Leonard Sax, specializzato in salute mentale, secondo il quale i genitori non dovrebbero permettere ai loro figli di giocare a Fortnite, perché l’obiettivo del gioco è “uccidere altri umani”:

“I genitori dovrebbero avere il coraggio di dire, ‘Questo non è buono’. I bambini hanno bisogno di imparare le abilità sociali faccia a faccia. Devono essere fisicamente attivi, preferibilmente all’aperto. Hanno bisogno di dormire bene la notte. Un ragazzo ossessionato da Fortnite ha meno probabilità di fare qualcuna di queste cose.” [fonte]

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Qualunque sia la tua scelta in merito al videogames, è fondamentale fare un uso più consapevole del gioco utilizzando gli strumenti necessari per salvaguardare la privacy e la sicurezza delle persone interessate.

© 2019 Emanuele Fardella

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