Mattel lancia sul mercato le bambole gender free, ‘senza sesso’ [VIDEO]

photo269 gender free«I bambini non vogliono che i loro giocattoli siano definiti da stereotipi di genere». Queste le parole di Kim Culmone, senior vice president della Mattel Fashion Doll Design, che ha lanciato sul mercato “Creatable World“, le prime bambole gender free ovvero senza genere predefinito.
Si tratta di una nuova linea di bambole personalizzabili con differenti opzioni di abiti, accessori, parrucche, capelli lunghi o corti, gonna o pantaloni.
Così il gender, che già imperversa nelle favole per bambini, si impossessa anche del regno del gioco infondendo nelle bambine e nei bambini l’idea che l’identità sessuale sia un fattore senza importanza, modificabile a proprio piacimento. La bambola potrà  infatti sembrare maschio o femmina a giorni alterni, a seconda del travestimento scelto.

Lo scopo della Mattel, una delle più grandi case produttrici di giocattoli del mondo, è di consentire ai bambini e alle bambine di esprimere liberamente loro stessi con l’auspicio di incoraggiare l’apertura di pensiero.

“I giocattoli sono il riflesso della cultura e, dal momento che il mondo continua a celebrare l’impatto positivo dell’inclusività, abbiamo sentito che era arrivato il momento di creare una linea di bambole libera da ogni etichetta.
Siamo fiduciosi che questa nuova linea di giocattoli possa incoraggiare tutti a pensare più apertamente a quanti benefici i bambini e le bambine possano trarre giocando con le bambole. Mattel ha lavorato con un team dedicato di esperti, genitori, medici e di bambini, per creare un’esperienza di gioco più libera possibile.” [Kim Culmone]

Con questa mossa Mattel vuole conquistare la comunità LGBTQ+. C’è chi pensa che l’idea di progettare delle bambole di questo tipo faccia parte di un’agenda politica ben precisa con lo scopo di spingere e far accettare alle masse il pensiero gender free. Ma il presidente della Mattel, Richard Dickson, insiste sul fatto che la bambola non è intesa come una dichiarazione: «Non siamo nel campo della politica» (fonte).  

Ultimamente, è considerato abominio aspettarsi che i propri figli si comportino secondo il loro sesso biologico: “maschio” e “femmina” sono una convenzione superata, e secondo un numero sempre maggiore di persone sarebbe meglio lasciare i bambini liberi di diventare ciò che desiderano, al di là del sesso di nascita.

Ma cosa si intende con gender free? Chi si definisce con questo appellativo non vuole essere etichettato con nessun schema sessuale, e vive liberamente la propria identità sessuale, senza costrizioni di alcun tipo. Questo non significa essere etero, bisessuale o transessuale, ma solo di sentirsi “a volte” un ragazzo e “a volte” una ragazza.
Il gender free si sta velocemente trasformando in una forma di pensiero unico che, secondo il giornalista Rodolfo De Mattei, «grazie all’appoggio del mainstream, esercita una pressione ed un’influenza ideologica decisiva sulle menti e i comportamenti delle attuali e future generazioni.» (fonte)

Ai giorni nostri, si è sviluppata una certa cultura che vorrebbe far passare per etico qualsiasi comportamento umano, qualsiasi scelta o, almeno, quelle relative alle propensioni sessuali.
I bambini ci osservano, assorbono tutto ciò che diciamo o mostriamo loro; non essendo adulti, non riescono a scindere la naturalità delle cose dalla loro artificialità. È dunque giusto dare loro assoluta libertà in tutti i campi?

© 2019 Emanuele Fardella

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