Michelle Hunziker: “Io, vittima di una setta”

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Michelle Hunziker parla per la prima volta del suo dramma in una intervista al Corriere della Sera. Cinque anni di inferno, in cui la showgirl ha subito ogni tipo di angheria, tanto che gli adepti la allontanarono dai suoi affetti.
Tutto è iniziato quando Michelle aveva 23 anni e stava con Eros Ramazzotti. Sua figlia Aurora in quel periodo aveva solo 3 anni. 
Nel tentativo di risolvere un problema ai capelli, la Hunziker si è imbattuta in una persona che l’ha sottoposta a varie sedute di pranoterapia.
Mi sentivo miracolata“, ha spiegato la conduttrice che ha iniziato ad aprirsi con questa persona, “Clelia”, parlandole del suo rapporto difficile col padre alcolizzato.
Vai a casa di tuo padre, suona il campanello e abbraccialo“, le ha dunque suggerito Clelia. Da lì a poco, la Hunziker si è fatta “catturare” da questa “santona” e dai “guerrieri della luce”.

Clelia ti catturava per la bellezza e la purezza, emanata da abiti candidi e raffinati, dalla pelle idratata da oli essenziali. Era sempre profumata, con un sorriso pazzesco e un velo di abbronzatura“.

Nella setta, tutto ruotava attorno alla “cena del venerdì” in cui le energie di defunti e di spiriti elevati venivano canalizzate nei presenti:

Le canalizzazioni ci permettevano di sentirci protetti: forze superiori si scomodavano per indicarci la strada da seguire

E nel suo racconto emergono alcuni retroscena sulla sua separazione da Ramazzotti:

Mi dicevano che era negativo per me, ma io lo amavo moltissimo. Quando Eros mi ha messo davanti alla scelta ‘o me o loro’, io ho scelto loro“.

E mentre il suo matrimonio si sgretolava, la carriera decollava. Ma anche il suo successo veniva ricondotto alla setta. Tutti i giorni le veniva ricordato che la sua popolarità era merito del percorso intrapreso all’interno della congrega:

Mi mettevano in castigo, mi lasciavano sola. Minavano la mia autostima dicendomi che non avevo talento: ero la pedina di un disegno superiore per diffondere il bene. Io che non avevo mai avuto un ruolo, adesso ero una “guerriera della luce” che portava il messaggio di Dio. Ma dovevo espiare i peccati commessi

Come quella volta che “Clelia” la costrinse a passare un Natale da sola per rimuginare sui propri peccati.

Chiamavo festosa Aurora fingendo di avere gente a cena, per poi passare da sola il resto della sera in silenzio, davanti all’albero. Era come quando mio padre diceva ‘vengo a prenderti per il weekend’ e poi non arrivava mai: speravo che almeno quella volta mia madre ed Eros venissero a portarmi via. Ma come diceva Clelia, non mi voleva nessuno.

banner032Per volere di Clelia, Michelle non doveva avere amici all’infuori degli adepti.

“Nella setta c’erano direttori di giornali, conduttrici tv, autori e anche magistrati”. 

Anche le telefonate venivano filtrate:

Non potevo parlare neppure con mia madre, che non ho visto per quattro anni. Mi ha confidato di aver mandato un suo socio, ateo, a fare terapia da Clelia per ottenere informazioni su di me. Anche lui, dopo una sola seduta, era stato reclutato.

Quando Michelle decise di lasciare la congrega, nel 2006, arrivarono le minacce:

Umiliazioni, paura e sensazione di aver superato il limite. Ti avevamo dato occasione di purificare la tua anima: se ci lasci ti ammalerai e morirai. Per anni ho avuto attacchi di panico e creduto che sarei morta per soffocamento per come aveva previsto la setta“.

Tornare alla normalità fu una lenta conquista. Ad aiutarla Frate Elia, che divenne la sua guida spirituale e che le permise di incontrare Padre Gabriele Amorth (esorcista della diocesi di Roma) che la rassicurò e la benedisse.
Oggi la conduttrice svizzera si chiede com’è possibile che sia cascata nel tranello di una setta. Che abbia ubbidito a ordini a volte assurdi. Il punto è che tutti abbiamo le nostre fragilità, i nostri punti deboli, i nostri bisogni inespressi, le nostre paure.

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