Angelo Maugeri: “Essere un cantautore è una grande responsabilità”

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Per chi segue il mio blog è abituato e leggere spesso articoli sul lato occulto della musica, sui meccanismi oscuri che si celano dietro certe strategie di marketing. Questa volta però mi piacerebbe parlare del lato “buono” della musica e lo faccio presentandovi, per chi non lo conoscesse già, Angelo Maugeri, giovane cantautore siciliano che ha all’attivo ben 7 album con oltre 10 anni di carriera. 

Come sei diventato un cantante cristiano?
Non ho mai pensato fin da bambino ne di diventare un cantante ne tantomeno cristiano. Amavo il calcio ed il desiderio era quello di giocare al pallone. Fino a quando, all’età di 15 anni, per un problema importante al ginocchio dovetti rinunciare a quel sogno.
Mio padre è sempre stato un musicofilo e mi ha sempre fatto ascoltare tanta, tantissima musica. La mia “vocazione” è andata in parallelo alla mia conversione ed esperienza personale con Dio.
Con un passato difficile, caratterizzato da svariati problemi familiari, che mi hanno portato, fra gli altri traumi, quello della balbuzia, sotto i consigli e la guida di mia nonna un giorno d’Agosto dell’ormai lontano 1999, decisi di far guidare la mia “barca” a Dio, da quel giorno tutto è cambiato. E fra le novità del percorso anche quella di scoprire il dono del canto e dello scrivere.

Di cosa parlano le tue canzoni?
La maggior parte delle mie canzoni, perché alcune hanno più del worship, parlano proprio del quotidiano, di testimonianze ascoltate o esperienze di vita vissute che possono parlare al cuore di chi crede in Dio ma anche di chi ancora non ha fatto un incontro reale e personale con Lui.
L’obiettivo è quello di portare l’ascoltatore ad immedesimarsi e riflettere su ogni parola condivisa.

Tu sei anche un cantautore. Quanto ti senti responsabile di ciò che scrivi e canti nelle tue canzoni?
Essere cantautore, a differenza dell’interprete, credo sia una grande responsabilità. Perché stai cantando ciò che credi pienamente ed oltre a doverlo esprimere ed essere credibile a 360 gradi, devi anche saperlo condividere sul palco stesso, e non solo, arrivando ai cuori di chi ascolta.

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Il 15 Giugno 2015 hai festeggiato un traguardo importante: 10 anni di attività e ad ottobre hai pubblicato la tua ultima fatica dal titolo DIECI. Vuoi parlarcene?
“Dieci” nasce proprio dal traguardo sopra citato e cioè i dieci anni di percorso e di Musica Cristiana. Un album che contiene nove inediti scritti a quattro mani col mio produttore Marco Canigiula, più due brani rivisitati in chiave Spagnola e Portoghese dato gli ultimi recenti Tour all’estero.
L’album contiene tre firme e duetti d’eccezione, Sara Mattei e Giada Agasucci direttamente da “Amici” e la collaborazione con Paulo Cesar Baruk, massimo esponente di Musica Cristiana Brasiliana, che ha duettato con me in un brano che ho inciso nel 2007 “Sarò quello che vuoi”.

Il tuo ultimo singolo è “Grazie per la vita” vuoi presentarcelo?
“Grazie per la vita” nasce da una riflessione quotidiana.
Svegliarsi la mattina… scontato? Non proprio…dal momento che la sera programmi una sveglia e una volta chiusi i tuoi occhi non sai più quel che succederà! Ed aprire gli occhi ogni mattina è un grande miracolo che Dio ti fa nella tua vita ogni giorno… questo merita una forma totale di gratitudine al nostro Dio perché ancora oggi la Sua Grazia si è rinnovata nella nostra vita e nonostante dovremo passare magari una giornata un po’ intensa e complicata, al posto di lamentarci dovremmo ringraziare il Padre, come dice il brano, per la vita che ci dai ogni giorno.

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